Norme modificate a partire dal 2007
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Norme redazionali per i relatori

Generali

Le versioni elettroniche delle relazioni dovranno essere consegnate in formato solo testo (txt), OpenDocument, RTF o DOC. Il Character Set da usare è UNICODE (scaricate pure il font DOULOS qui: http://www.orientalisti.net/strum/DoulosSIL4.100.zip, oppure visitate http://www.hethport.uni-wuerzburg.de/keyboards/) per il font Semiramis. Si accetta anche il font ArialUnicodeMS (per chi usa UNIX o LINUX, per favore usate il FreeSerif). L’intervento dovrà essere corredato da un summary (sono dispensati coloro che hanno precedentemente fornito l'abstract in inglese e decidono di mantenerlo per gli atti) in lingua inglese.

Le virgolette dovrebbero essere a caporale (« »); ma ottenerle con il programma di videoscrittura più diffuso non è semplicissimo. È ammissibile dunque usare al loro posto le inglesine doppie (“ ”), che andranno in ogni caso impiegate nelle relazioni scritte in inglese. Per segnalare l’uso ironico di una parola o di una frase, o più in generale per prendere con quelle che gli anglosassoni chiamano appropriatamente scare quotes le distanze da ciò che si riporta, è consigliabile – ma non obbligatorio – ricorrere alle inglesine semplici (‘ ’). Virgolette all’interno di altre virgolette: inglesine doppie dentro virgolette a caporale, inglesine semplici dentro inglesine doppie.

E' molto importante ridurre al massimo la formattazione, perché essa verrà eliminata in fase redazionale. Il vostro testo sia dunque "sì sì, no no", ah ... scusate mi sono perso... volevo dire, semplicemente non preoccupatevi troppo per la formattazione, ma dateci indicazioni chiare sulla struttura del vostro documento: indicate quindi per favore, a finaco dei titoli e titoletti, il livello usando i tags, e.g.:
Addio alle armi <titolo1>
Prima parte: l'incognita<titolo2>
Bla bla bla
Parte seconda: ...magari...<titolo2>
Bla bla bla
etc. etc. etc.

Immagini

Immagini, tabelle, grafici etc. vanno forniti separatamente con i seguenti parametri:
  • Disegni: files separati (con metadati per chi lo sa fare) in modalità bitmap (bianco/nero) in formato TIFF con risoluzione a 600 dpi (px/inch) (=236,22 px/cm) - Il nome del file deve essere breve e riportato in modo esatto in una nota del testo dove si rimanda alla figura con il relativo titolo.
  • Fotografie in bianchenero: files separati (con metadati per chi lo sa fare) in modalità grayscale (scala di grigio, 8bit/channel), con min. 64, max. 256 livelli di grigio in formato TIFF (senza layers) con risoluzione 300 dpi (px/inch) (=118,11 px/cm)
  • Fotografie a colori (non è detto che possano poi essere stampati nell'eventuale versione cartacea a colori): files separati (con metadati per chi lo sa fare) in modalità RGB (colore RGB, RGB color, 8bit/channel) in formato TIFF (senza layers) con risoluzione 300 dpi (px/inch) (=118,11 px/cm)
  • N.B.: Per chi lo sa fare, applicate al TIFF un algoritmo di riduzione LZW o ZIP, NON APLLICARE algoritmi 'lossy' come il jepg (e nemmeno il jpeg2000, per favore)
    Per ridurre le dimensioni dei files si può usare un programma di archiziazione molto potente e free: 7zip
  • Grafici: su files separati in formato EPS, PDF o immagine TIFF (300 dpi), con indicazione nel testo come per le figure.
  • Tabelle: se non sono di grandi dimensioni vanno inserite nel corpo del testo. Per chi usa il formato solo testo, usi il "comma separated format", e.g.:
    <tabella1: pippo e pappi all'hotel>
    nome; stanza
    pippo; 1
    pappi; 2
  • Per ogni problema o dubbio, contatte i/il curatori/e
  • Le note

    Le Note: Sarebbe preferibile averle su file separato. In particolare, per chi decide di fornire un file di solo testo, il rimando alla nota deve essere posto fra parentisi tonde doppie, e.g.: ... bla bla bla ((1)) ...
    Per chi manda un file formattato, invece, con le note a piè di pagina o finali, gli esponenti di nota devono sempre seguire il segno di interpunzione, come si vede qui appresso.1 Tra nomi doppi puntati bisogna inserire uno spazio: S. D. Goitein, non S.D. (ma si scrive a.C., d.C., p.es., senza spazio[chi vuole usare abbreviazioni latine, può]).

    Bibliografia

    Per le bibliografie è obbligatoria l’adozione del sistema autore-data. Senza eccezioni, anche per riferimenti bibliografici estremamente scarni.

    Le indicazioni bibliografiche nel testo assumeranno allora questa forma:

    L’interpretazione del Cantico di Gavrilowsky (1997a; 1997b), indubbiamente alquanto démodé, è stata apertamente irrisa dallo Swank (1999: 134 n. 2), noto per le sue posizioni estreme in materia (cfr. anche Swank e Valentine 2000). La disputa ha avuto, duole dirlo, degli strascichi sgradevoli, culminati in una rissa prima verbale e poi anche fisica durante un recente convegno internazionale di studi biblici (Tiraboschi 2001: 101-2).
    a cui corrisponderà in calce all’articolo la seguente bibliografia:
    Gavrilowsky 1997a
    Peter Gavrilowsky, Lo sposo ritrovato. Cristo protagonista del Cantico dei Cantici, trad. di Florinda Tamarro, 2ª ed. (Quaderni del Pontificio Istituto Maria Addolorata, 106), 2 voll., Roma; tit. or., À la recherche du marié perdu, 2me éd., Paris 1994.
    Gavrilowsky 1997b
    Peter Gavrilowsky, «“Quae est ista quae ascendit de deserto?” Die Heilige Jungfrau im Hohenliede», Veteres Interpretationes 52, pp. 20-29.
    Swank 1999
    Jonathan Swank, «What Is Really Going On in Ct 8:5?», in Sex & Death in the Ancient Near East: Essays in Memory of Sister Rose McCullough, ed. by Ralph Chamberlain and Richard de Bricassart, 3 vols., Sacramento (CA), III pp. 132-39.
    Swank e Valentine 2000
    Jonathan Swank e Gilda Valentine, Porn in the Song of Songs (Sexual Studies and the Bible, 2), Manchester-Leeds.
    Tiraboschi 2001
    Attilio Tiraboschi, «Un convegno movimentato», Nuovo bollettino di studi biblici 11, n. 2, pp. 100-104.

    Si noti come nella bibliografia finale gli articoli di rivista e i saggi in raccolta siano seguiti sempre dall’indicazione della pagina iniziale e di quella finale (e non delle pagine rilevanti, che sono citate invece solo nelle indicazioni bibliografiche nel testo).

    Il numero del fascicolo di una rivista (preceduto da una virgola e da «n.») viene aggiunto all’annata solo se tutti i fascicoli cominciano con p. 1 e se ogni anno la loro numerazione riparte da 1; sostituisce l’annata se tutti i fascicoli cominciano con p. 1 e se la loro numerazione prosegue quella degli anni precedenti. Se è significativo, il nome della collezione a cui un libro appartiene viene riportato fra parentesi. Per le riviste si adotta sempre il titolo per esteso senza sigle, in considerazione del carattere interdisciplinare dell’Incontro. Anche per i nomi degli autori è preferibile evitare abbreviazioni (chi è F. Delitzsch? Franz o Friedrich?), ma questa non è una norma obbligatoria.

    1. Questo è l’uso adottato nei paesi anglosassoni. In Italia si preferisce quasi sempre far precedere l’esponente di nota, col risultato di creare uno spazio antiestetico prima del segno di interpunzione.